Lavena Ponte Tresa - «Lo scivolo di risalita sul Tresa funziona alla perfezione. E presto i benefici, oltre che per l'ambiente, arriveranno anche per i pescatori».

Che già, dopo anni di assenza, sono tornati a catturare il “Barbo”, un pesce pregiato che era quasi scomparso dal Ceresio. La conferma in occasione dei festeggiamenti per i risultati raggiunti dallo scivolo di risalita, pensato nel 2007 per “abbattere” le barriere artificiali create sul fiume Tresa, e dalla camera di monitoraggio installata sul passaggio. Si tratta di una telecamera, in funzione 24 ore su 24, che si attiva con il movimento del pesce e che in due anni solari, il 2008 e 2009, ha censito qualcosa come 21 mila passaggi di 20 specie diverse. Più quello dei gamberi. Tra questi i più numerosi sono stati, in assoluto, i Gardon, pesci non autoctoni che però di fatto hanno colonizzato il lago Ceresio, il Barbo, con oltre 4000 passaggi nei due sensi, ma anche trote fario, iridee, persico trota e persici, senza dimenticare le anguille. C'è poi da registrare il transito da grande festa, il 24 e 25 giugno scorsi, di una trota mormorata lunga circa 30-35 centimetri, che ormai era scomparsa dal Ceresio.


«Ora l'obiettivo – dice l'assessore provinciale all'agricoltura, Bruno Specchiarelli – è creare una sorta di autostrada del mare per i nostri pesci. Dal Ceresio, al Maggiore, passando per il Ticino fino all'Adriatico via Po». Proprio in questo contesto si inserisce il progetto di un vero e proprio ascensore per pesci alla diga Enel di Creva di Luino. Opera dal costo di un milione di euro circa per la quale Specchiarelli è impegnato a cercare finanziamenti. «Siamo in corsa per un bando Cariplo – ammette – e ci stiamo dando da fare anche su altri versanti». Perché questo vorrebbe dire completare il corridoio di migrazione e riproduzione. Con evidenti vantaggi per l'ambiente e la pesca. Senza dimenticare l'aspetto didattico.

 
Fonte: www.laprovinciadivarese.it

Identificate venti specie ittiche conosciute, tra cui anche il gambero esotico.

Dal 2007 è in funzione, poco più a sud del ponte doganale di Ponte Tresa, il passaggio per pesci con camera di monitoraggio sul fiume. Eliminato lo sbarramento a Lavena Ponte Tresa grazie alla scala di monta, per completare il corridoio acquatico di collegamento fra i due laghi insubrici rimane da superare l'ostacolo della diga di Creva, ma - come sottolinea l'assessore alla gestione faunistica della provincia di Varese Bruno Specchiarelli - il discorso è avviato e quanto prima si dovrebbe arrivare a proposte concrete. Nel frattempo l'attenzione (dal profilo della ricerca scientifica, della gestione ittica e della divulgazione didattica per scolaresche che possono visionare sul posto l'emigrazione ittica) è rivolta all'impianto che consente di monitorare il passaggio dei pesci, dal fiume al lago e viceversa. Ne hanno riferito Massimo Sartorelli e Gaetano Gentili della Graia srl, nonché Tiziano Putelli dell'UCP. La visione dei filmati registrati da parte di personale specializzato e l'informatizzazione dei dati permettono di identificare con certezza il 99% degli animali transitati, ricavandone informazioni preziose.

In totale, in 410 giorni di funzionamento ottimale dello strumento (da luglio 2007 a fine dicembre, ma non in continuazione), è stato registrato un campione di 21.678 passaggi di pesci appartenenti a 20 specie identificate (più il gambero esotico). Grosso modo il 35% del pesce è in discesa (lagofiume) e il 65% in risalita; nell'aprile 2008 sono stati registrati oltre 5.000 passaggi di gardon. Quest'ultima specie dà il 73% dei passaggi censiti, mentre il 19% spetta al barbo comune che era andato scomparendo nel lago.

Vi sono specie ittiche che si spostano poco o niente (alborella, cagnetta, luccio, trota di lago, pigo, carpa, tinca), altre invece che ballano la... tarantella: il gardon ha registrato 10.620 passaggi in risalita e 5.379 in discesa, il barbo comune 2.626 e 1.487 (i movimenti maggiori nel periodo tardo-primaverile quando la specie si riproduce), il persico trota 240 e 126, il persico 145 e 126, la trota fario 45 passaggi dal fiume al lago. L'anguilla ha segnato una discesa significativa nell'aprile 2009. La famiglia dominante sono i ciprinidi, mentre i salmonidi sono presenti in misura nettamente inferiore.

In tutti i mesi dell'anno c'è un certo via vai, comunque la migrazione dal fiume al lago è determinata dall'alimentazione (60%) e riproduzione (deposizione delle uova, 40%). La notizia più importante è del 24 giugno scorso, quando il sistema di monitoraggio sulla Tresa ha documentato per la prima volta la presenza di una trota marmorata di 35 cm. Indice beneaugurante per gli sforzi profusi a favore del recupero degli ecosistemi acquatici. rai

22/07/2010 Corriere del Ticino

Das Fischereimuseum von Caslano ist eine museale Realität neuerer Zeit, dem es in den zehn Jahren seiner Aktivität mit seinem kulturellen Angebot gelungen ist, bei Kennern und Besuchern grosse Wertschätzung zu gewinnen. Dank unermüdlichem Fleiss der Verantwortlichen des Vereins Museum des Malcantone, gewann diese örtliche Wirklichkeit auch auf nationaler Ebene grosse Beachtung, die ein bevorzugtes Ziel für viele Besucher aus der ganzen Schweiz geworden ist.

In diesen ersten aktiven zehn Jahren gab es einige Änderungen zur Verbesserung der Ausstellung. Um den zur Verfügung stehenden engen Raum optimal zu nutzen wurde der Park mit einbezogen. Das Museum ist quantitativ und qualitativ gewachsen, das ausgestellte Material wurde vervollständigt und gepflegt. Zahlreiche Aktivitäten wurden auch ausserhalb des Museums durchgeführt.

Der aktuelle Sitz des Fischereimuseums erweist sich für ein weiteres aktives Wachstum als ungenügend. Für die Ausstellung wird jeder nur mögliche Platz benutzt, selbst Hausflure und Treppenhaus. Ein geordnetes Ausstellen des Materials ist somit nicht mehr gegeben. Zudem ist der aktuelle Standort des Museums, vom Ortskern Caslano ziemlich entfernt, abseits der öffentlichen Verkehrsmittel weg vom Touristenstrom und den Bewohnern von Caslano.

Das Museum in die Villa Carolina zu verlegen, würde zur Lösung dieser Probleme beitragen, und ergäbe eine Basis zum Wachstum der Ausstellung und zur Verbesserung der Didaktik. Die günstige Lage der Villa Carolina bringt das Museum den Einwohnern und Touristen näher, wäre einfacher zu finden und besser erreichbar. Der direkte Zugang zum See erlaubt zudem den grundsätzlichen Widerspruch des heutigen Standorts, entfernt vom See, zu lösen.

Der Sinn dieses Berichtes ist es die Punkte aufzuzeigen, die für die Verschiebung des Fischereimuseums in die Villa Carolina notwendig machen. Der Bericht gibt vor allem einen Einblick in die Tätigkeiten des Museums und eine Beschreibung der Villa Carolina. Der Umfang und die ökonomischen Aspekte des Projektes werden aufgezeigt.
 
 


Villa Carolina

 

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Proseguono alacremente i lavori per la ristrutturazione di Villa Carolina (o Villa Lucerna), lungo il sentiero del Monte Sassalto a Caslano, per ricavarne la nuova sede del Museo della pesca, in sostituzione della sede (troppo piccola e comunque priva di spazi appropriati per ospitare in maniera organica una moltitudine di attrezzi e documenti) in Via Campagna, aperta nel 1993 dal fondatore Franco Chiesa.

Per la verità, si sono persi molti mesi in procedimenti ricorsuali, comunque adesso il cantiere è in avanzata fase, tanto è vero che all’inizio di dicembre – come conferma Gianrico Corti, presidente del Museo del Malcantone – giungeranno a conclusione le opere edificatorie. Pertanto, già a partire da metà dicembre, Maurizio Valente (curatore del museo) e Bernardino Croci-Maspoli (conservatore del Museo del Malcantone) potranno coordinare l’intervento provvidenziale dei militi della Protezione civile, che garantiranno il trasloco di tutto il materiale dalla sede vecchia a quella nuova.

Si dovrà operare a tambur battente per l’allestimento delle sale espositive come pure dei vani a scopo didattico, considerando che la cerimonia inaugurale già è stata fissata per il 3 giugno 2010, con l’intervento – a nome del Cantone che a questo museo ha riconosciuto un sostanzioso contributo in considerazione dell’eccezionalità e della singolarità della rassegna – del presidente del Governo Gabriele Gendotti.

Qualche mese fa erano affiorate spiacevoli... sorprese dal profilo tecnico, in riferimento all’esigenza di installare un certo numero di putrelle per accrescere la stabilità del complesso. Il che ha avuto pesanti ricadute sui costi per l’intera operazione di ammodernamento di Villa Carolina, ponendo qualche grosso problema di natura finanziaria ai dirigenti del museo.

Nella non facile ricerca di fondi per coprire l’inatteso «buco» i dirigenti del museo non soltanto hanno trovato comprensione da parte dell’istituto bancario che finanzia l’operazione, ma hanno pure intavolato tutta una serie di contatti nell’intento di reperire aiuti.

In particolare, la Federazione ticinese di acquicoltura e pesca (FTAP) – grazie alla sensibilità del presidente Urs Luechinger e dei vari presidenti di società affiliate – si è adoperata per venire incontro ai bisogni di Villa Carolina: alcuni sodalizi già hanno versato un contributo e altri certamente, in occasione delle assemblee in programma a partire dalle prossime settimane, faranno altrettanto; da talune società è arrivata la promessa di un sostegno ricorrente per alcuni anni.

Gesti che fanno onore alla FTAP e all’Assoreti (la Federazione dei pescatori con reti) non solo nell’assicurare entrate indispensabili per concludere l’opera di ristrutturazione ed ampliamento dell’immobile di inizio Novecento sul lungolago di Caslano, ma anche per dare un futuro decoroso e moderno al Museo della pesca.

Sarà una rassegna importante dal profilo storico-culturale nel documentare e tramandare l’evoluzione e i protagonisti della pesca nel Canton Ticino lungo i secoli. Un punto di riferimento essenziale per chiunque pratichi la pesca e per tutti coloro che si occupano di storia e tradizioni del passato. Sarà la casa di tutti i pescatori, ma anche un punto di irradiazione dal profilo culturale nel proporre tematiche legate ai corpi d’acqua oltre che temi specifici del patrimonio ittico.

Raimondo Locatelli, CdT 07.10.2009

Lo spazio di accesso

L’accesso alle sale dell’esposizione permanente dovrà contribuire a calare il visitatore nella suggestione dell’ambiente acquatico, sia esso di fiume che di lago. Al primo piano si può giungere attraverso le scale munite di montacarichi per facilitare l'accesso alle persone disabili.

Leggendo tre pannelli informativi (un ricordo del fondatore Franco Chiesa, il ringraziamento agli sponsor, alcune informazioni sul Museo della Pesca e sulle attività del Museo del Malcantone), ci si troverà circondati da una serie di effetti sonori di fondo (acqua corrente, onde del lago, barca mossa a remi, vento) e da immagini in continuo movimento (vari ambienti naturali legati all’acqua, pesci, pescatori, barche da pesca) proiettate su una superficie di 9x4 m da 2-3 beamer.

Queste suggestioni accompagneranno in modo discreto il visitatore durante tutto il percorso all’interno del museo, soprattutto nei due grandi spazi iniziali, pensati per illustrare due temi fondamentali: l’uno a carattere naturalistico, l’altro etnografico.

L’ambiente

Partendo dal presupposto che la pesca deve innanzitutto essere una forma di rapporto con l’ambiente naturale basato sull’amore, sul rispetto e sulla conoscenza, la prima tematica sviluppata dal nuovo Museo della Pesca vuole essere appunto quella ambientale. Acque pulite, rive naturali di fiumi e laghi, equilibrio fra le specie sono nell’interesse di tutti e questa forma di sensibilizzazione sarà un messaggio sostanziale, da trasmettere soprattutto alle giovani generazioni.

Dopo queste considerazioni si introdurrà il visitatore alla scoperta dell’evoluzione dei pesci attraverso una ricca collezione di fossili. Le attuali specie locali imbalsamate, l’illustrazione dei modi di riproduzione e di allevamento completeranno il quadro naturalistico.

Principali materiali previsti: tavola introduttiva con testo trilingue; fossili; evoluzione; pesci imbalsamati; diorama sugli ambienti di vita del pesce (dal torrente di montagna alla foce e al lago); principali animali concorrenti (esemplari imbalsamati di svasso, cormorano, merlo acquaiolo, martin pescatore, airone, tuffetto, biscia d'acqua, lontra); tavole illustrative e materiali sulla riproduzione e sull’allevamento.

La pesca tradizionale di lago

È un tema essenziale per la natura del museo e per l’interesse del visitatore che si aspetta la presentazione in chiave etnografica della pesca tradizionale sui laghi insubrici, Ceresio e Verbano in particolare. Per questo motivo l’ambiente sarà caratterizzato dalla presenza centrale di una barca attrezzata per la pesca, attorno alla quale si troveranno oggetti, fotografie e documenti necessari ad illustrare le tecniche utilizzate e le normative in vigore nel passato.

Principali materiali previsti: tavola introduttiva con testo trilingue; copie di documenti medievali e di statuti locali; tipi di reti utilizzate e relative tecniche; tirlindana, traino; altre tecniche tradizionali: fiocina, fuoco, trappole, …; la conservazione del pesce; illustrazioni dei principali tipi di barche un tempo utilizzate; tecniche per la loro costruzione e materiali impiegati; primi motori in uso sui nostri laghi; gigantografie.

La pesca sportiva

Gli ambienti, le tecniche e i materiali della pesca sportiva nei fiumi, nei laghetti alpini e nei laghi prealpini. Una ricca collezione documenta la particolare tecnica, o meglio “filosofia” della pesca a mosca.

Principali materiali previsti: tavole introduttive con testo trilingue; fotografie degli ambienti; tecniche; materiali: esche, canne, mulinelli; documenti.

Le peschiere per le anguille sul fiume Tresa

Il Museo della Pesca ha progettato la ricostruzione della “Peschiera di Sotto”, in territorio di Croglio; per ora è stato sistemato il Casotto dei pescatori. Si intende conservare la memoria di un’attività particolare, che per secoli ha caratterizzato una parte non secondaria della vita economica e sociale dei villaggi posti nella valle della Tresa. Presso il museo si conserva una ricca documentazione sul tema, che verrà parzialmente esposta assieme a fotografie, strumenti di lavoro e a un plastico.

La pesca nel mito e nella religione

La pesca quale attività primordiale dell’uomo, la sua presenza nella mitologia greco-romana e nelle radici del cristianesimo. Questi temi saranno trattati attraverso una ricca dotazione di materiale archeologico prestato dal Museo nazionale di Zurigo, la donazione numismatica sul tema del pesce di Franco Chiesa e delle riproduzioni in grande formato.

La pesca di frodo

La pesca illegale ha da sempre sollecitato la fantasia dei pescatori. Una curiosa collezione di strumenti di ogni tipo, in parte frutto dei sequestri effettuati dalle autorità cantonali e prestati al museo, accompagna i visitatori verso la fine della visita.

Principali materiali previsti: tavola introduttiva con testo trilingue; la fiocina, il laccio, le mani, il carburo, le guade, cocolo di levante, noce vomica, la calce, la dinamite, l'elettricità, il veleno, lign ad am, l'ancoretta, la balestra, il fucile subacqueo, l’ecoscandaglio, le reti, …; documenti (denunce e multe).

Saletta didattica

Da sempre una particolare attenzione è rivolta all’approfondimento didattico a favore delle scolaresche (visite guidate, corsi di pesca per bambini, consulenza, documentazione, prestito di materiali). Si vuole cogliere l’occasione della nuova costruzione per mettere a disposizione soprattutto dei visitatori più giovani anche un ambiente attrezzato per la ricerca, la documentazione e il gioco su tematiche legate alla pesca, ai pesci e alla protezione dell’ambiente.

Principali materiali previsti: 2/3 postazioni PC con collegamento a siti interessanti; con cd-rom educativi, giochi didattici; materiale per disegnare e colorare; libri e fascicoli didattici; modellino pesce smontabile; poster pesci e uccelli acquatici; costruzione di un pezzo di rete; microscopio per determinare l’età dei pesci e compiere altre osservazioni.

Caffetteria

Uno spazio per il relax e un punto d’incontro non solo per i visitatori del museo.

Principali materiali previsti: 2/3 tavolini; riviste pesca e documentazione sulla regione Malcantone; automatico caffè e bibite.

Sala multimediale

Si pensa di rendere questo ampio locale un ponte di collegamento fra l’esterno e l’interno del museo. Completamente attrezzato dal punto di vista multimendiale (Internet, beamer, lettore VHS e DVD, amplificatore) esso potrà servire per mostrare ai visitatori la documentazione audiovisiva legata alle tematiche trattate dal museo, ma anche ospitare riunioni, incontri o seminari di chi vorrà prendere in affitto la struttura per approfittare della sua dotazione tecnica. La cucina della Villa faciliterà l’organizzazione di aperitivi in sala, mentre le sue dimensioni la possono rendere atta a ospitare anche particolari mostre temporanee.

Rispetto all’esposizione attuale, il nuovo percorso permette di migliorare l’aspetto naturalistico della pesca, offrendo di conseguenza una visione più completa. L’aumento di superficie permette inoltre di sviluppare meglio l’aspetto più affascinante e specifico del Museo della pesca di Caslano: la pesca con le reti. In linea con la vocazione etnografica del museo, questo tema ricorda come il lago, oggi percepito solo come supporto per le attività di svago, era in passato un importante mezzo di sostentamento e di trasporto per le comunità insubriche. Vi sono poi le peschiere della Tresa e gli aspetti naturalistici con la conservazione e la valorizzazione degli ambienti acquatici.

Giovedì 11 giugno, in occasione della solennità del Corpus Domini, al Museo della pesca di Caslano (in via Campagna) si tiene la tradizionale festa per gli amici di questa singolare ed importante struttura museale.

L’incontro di quest’anno assume, comunque, una valenza particolare, in quanto è l’ultima volta che la manifestazione – all’insegna dell’amicizia e della convivialità – ha luogo nell’ampio giardino del museo. Infatti, come noto, sono in corso i lavori di ristrutturazione di Villa Carolina che, a partire dall’anno venturo, accoglierà l’esposizione permanente in riva al lago, ai bordi del frequentato sentiero escursionistico di Caslano. Qui si potrà disporre di spazi appropriati per valorizzare meglio la variegata e ricca collezione di oggetti, immagini, documenti e quant’altro sulla pesca del passato ma anche di quella odierna. Sarà un museo moderno ed invitante, oltre che più razionale e didatticamente interessante.


Questo intervento costruttivo comporta un ingente onere finanziario, per cui si conta molto sull’aiuto e la comprensione di tutti coloro che hanno a cuore questo museo e le sue finalità storico-documentaristiche oltre che squisitamente culturali. Ecco perché si attende un numeroso pubblico per la festa dell’11 giugno, che si aprirà alle ore 11 con l’aperitivo del pescatore, mentre il pranzo (a partire da mezzogiorno) offre la gustosa possibilità di consumare pesce in carpione e al cartoccio con polenta, come pure formaggi, torte e caffé. L’incontro al Museo della pesca, ovviamente, sarà rallegrato da musica e da una lotteria con ricchi premi, in un contesto familiare e piacevolissimo. In caso di cattivo tempo, questo abituale e simpatico raduno verrà rinviato a domenica 14 giugno.

Il museo della pesca: una realtà regionale importante

La nascita e lo sviluppo del museo

Il Museo della pesca, sezione esterna del Museo del Malcantone, si trova a Caslano. Inaugurato nel 1993, ha occupato gli spazi ricavati in una villetta attorniata da un parco, proprietà del comune di Caslano. L’iniziativa è nata grazie al lavoro di Franco Chiesa e alla collaborazione di Pietro Colombo e Piercarlo Parini.

In questi primi anni di attività il museo si è sviluppato costantemente: nuove sale e nuovi materiali lo hanno arricchito di anno in anno grazie alla disponibilità del Comune di Caslano, dell’Ente turistico del Malcantone e di molti sostenitori e donatori. Il museo è gestito dall’Associazione del Museo del Malcantone, società che si propone di salvaguardare, raccogliere, riunire e valorizzare, quanto ancora rimane del patrimonio storico e culturale della regione del Malcantone. L’Associazione, che conta circa 700 membri e 300 Amici del Museo della Pesca, permette nel caso specifico della sede di Caslano di preservare e valorizzare le tradizioni e le tecniche legate al mondo della pesca tradizionale per la regione.

Attualmente il museo conta circa 5’000 visitatori all’anno. Una parte importante è costituita da classi scolastiche, gruppi di anziani e gruppi di turisti confederati per un totale di circa 70 gruppi per stagione.

Unico nel suo genere

Il contesto nazionale in cui si inserisce l’offerta del Museo della Pesca di Caslano è caratterizzato da un’assenza quasi totale di musei che trattano il tema della pesca. Solo alcune piccole realtà museali si occupano di questo tema:

  • Ortsmuseum di Eglisau (ZH), un piccolo museo aperto 2,5 ore al mese che tratta parzialmente il tema legato alla pesca al salmone.
  • Seemuseum in der Kornschütte di Kreuzlingen (TG), museo che tratta la storia del paesaggio, delle barche e della pesca sul lago Bodanico.
  • Kantonales Fischereimuseum “Mettlen” di Netstal (GL), aperto 2,5 ore al mese e che si occupa di diversi aspetti della pesca.
  • Fischereimuseum di Neuhausen am Rheinfall (SH), aperto 3 ore al mese che si occupa della pesca.
  • Fischerei-Museum di Zugo, aperto solo su appuntamento.

Il Museo della pesca di Caslano dispone pertanto dell’esposizione più ricca ed interessante a livello nazionale. La valenza del museo è comprovata dall’alta percentuale di confederati che si riscontra tra i visitatori (50%). Anche nella vicina Italia l’offerta espositiva è limitata. Per trovare un museo analogo è infatti necessario andare fino al Museo del Mare di Genova o al Museo della Pesca del lago Trasimeno.

A livello regionale il Malcantone contribuisce in maniera importante alla  conservazione e alla valorizzazione delle testimonianze del passato. Ne sono un esempio i percorsi tematici che collegano le numerose testimonianze presenti sul territorio, come il sentiero delle meraviglie tra Novaggio ed Aranno, il sentiero del Castagno che si snoda tra i paesi dell’alto Malcantone, il Sentiero dell’acqua ripensata tra Sessa e Monteggio o ancora il sentiero “Tracce d’uomo” nel comune di Croglio. L’allestimento del Museo della Pesca nell’immobile di Villa Carolina costituisce un’ulteriore occasione per rafforzare l’offerta turistico-culturale della regione.

A livello locale, Villa Carolina si inserisce in un contesto variegato di percorsi didattici di tipo storico-naturalistico. Partendo da Magliaso e seguendo la riva del lago e quindi la sponda destra della Tresa, possiamo infatti trovare, in rapida successione:

  1. Il sentiero naturalistico di Magliaso, dedicato ai temi dell’acqua e della protezione delle rive in quanto habitat privilegiato.
  2. Il sentiero lungo il fiume Magliasina tratta differenti temi legati al corso d’acqua, tra i quali il processo che porta a rinaturare il percorso del fiume.
  3. La foce della Magliasina, un ambiente naturale di pregio.
  4. Il nucleo di Caslano, uno dei più belli e meglio conservati del Malcantone.
  5. La sede del Museo della Pesca nella Villa Carolina.
  6. Il Parco naturale del Monte Caslano: un sito di straordinario interesse naturalistico, inserito da tempo nell’inventario federale dei paesaggi, siti e monumenti naturali di importanza nazionale.
  7. La fornace della Torrazza, costruita nei pressi dello Stretto di Lavena nel 1913, preziosa testimonianza di un’attività industriale ormai dimenticata.
  8. La Via della Vite, inaugurato nel 2006, e il sentiero della Tresa, da tempo allo studio.
  9. La Peschiera di Sotto a Madonna del Piano, ricostruita grazie alla Regione Malcantone e al Museo della Pesca. Questo intervento intende conservare la memoria di un’attività particolare, la pesca delle anguille, che per secoli ha caratterizzato una parte non secondaria della vita economica e sociale dei villaggi posti nella valle della Tresa.
  10. Il sentiero Tracce d’Uomo, nel Comune di Croglio.
  11. Il sentiero didattico dell’Acqua ripensata nei Comuni di Sessa e Monteggio.

Il nuovo Museo

Una posizione strategica

Il cambiamento di sede del museo si rivela interessante e vantaggioso per una serie di ragioni. Dal punto di vista geografico, Villa Carolina è idealmente posizionata nei pressi del nucleo di Caslano e alle sue infrastrutture, in particolare ai mezzi di trasporto pubblici, ai posteggi, ai ristoranti e alla sede dell’Ente turistico del Malcantone. L’immobile si trova inoltre sul sentiero che permette di percorrere le pendici del Monte di Caslano lungo le rive del Ceresio. Nei pressi della villa troviamo anche il percorso che porta alla vetta del Monte Sassalto, un monte riconosciuto per le particolarità geologiche e botaniche.

Bisogna inoltre considerare che l’edificio si affaccia direttamente sul lago, e conta di darsena e riva proprie, affiancate da due tratti di riva pubblica. Il Museo della Pesca si colloca pertanto in quello che è il suo “ambiente naturale”.

L’avvicinamento del museo ai flussi di turisti e residenti permette di aumentare notevolmente la visibilità e l’accessibilità della struttura. Nel contempo la regione e il cantone acquisiscono un nuovo elemento da far valere nella propria offerta turistico-culturale.

Breve storia della Villa Carolina

La proprietà di Villa Carolina, situata in via Meriggi, comprende le parcelle 331 e 332. La toponimia della contrada è “Alle fornaci”, eredità di un passato in cui le attività estrattive sui pendii calcarei del Monte Sassalto erano molto intense.

La villa venne edificata verso la fine ‘800 da Angelo Galli (1860 – 1946), capomastro caslanese che lavorò a Lucerna e dove costruì diversi alberghi e palazzine. Con i guadagni della sua attività di emigrante costruì diverse case nel comune di origine, tra cui Villa Carolina e Villa Ortensia. La Villa Carolina prese il nome dalla moglie, nata Carolina Biasca (1865-1946). Trasferitosi presso Villa Ortensia, Angelo Galli affittò in seguito Villa Carolina ad una terza persona e venne adibita a pensione .

Nel 1945 la villa divenne proprietà di Edoardo Ryf, che ne fece la propria abitazione con annesso il laboratorio di falegnameria. Nel 1973 il patriziato di Lucerna acquistò l’immobile con lo scopo di offrire una possibilità di vacanza ai pensionati della città. Nel 1996 la Villa Carolina era occupata 22 settimane all’anno. Nel 2001 la proprietà passa dalla Bürgergemeinde alla Città di Lucerna. Nel frattempo il numero di settimane in cui la casa era occupata erano calate ad una decina. I motivi di questo calo sono da ricercare nell’aumento di persone bisognose di assistenza, nella difficoltà d’accesso, e alla difficoltà di reperire personale accompagnatore.

Vista la situazione, il consiglio comunale di Lucerna ha accettato la vendita di Villa Carolina, acquistata nel 2003 dal Comune di Caslano.

La nuova sede

L’opera di ristrutturazione che ha permesso il recupero degli spazi si divide in due interventi distinti. Il primo ha agito sulla parte “nuova” dell’edificio, da dove sono stati ricavati, in modo estremamente sobrio, due grandi locali espositivi sovrapposti. La costruzione ex novo del padiglione ha permesso di avere subito a disposizione una struttura funzionale, priva di ostacoli architettonici e di sicuro richiamo.

Il secondo intervento si è concentrato sulla parte “vecchia” della proprietà, composta essenzialmente dall’edificio originale di Villa Carolina. In questo caso i lavori hanno permesso essenzialmente il consolidamento delle strutture e il recupero di alcuni spazi collegati al corpo principale del museo.

I lavori si sono conclusi nel novembre 2009. Nel corso del mese di dicembre si è potuto procedere al trasloco delle collezioni, grazie al supporto e al lavoro della protezione civile Lugano Campagna. Felix Burkard, allestitore apprezzato e di grande esperienza, ha infine condotto i lavori che hanno permesso di realizzare il nuovo allestimento del percorso espositivo.

L’inaugurazione di Villa Carolina

Il 3 giugno 2010 si è tenuta l’inaugurazione ufficiale della nuova sede del Museo della Pesca. Alla manifestazione hanno partecipato diverse centinaia di simpatizzanti, che hanno potuto rinfrescarsi con specialità di lago. Nella parte ufficiale hanno preso la preso la parola il presidente del Museo del Malcantone Gianrico Corti, il sindaco di Caslano Emilio Taiana, il conservatore del museo del Malcantone Bernardino Croci-Maspoli, il direttore del Centro di dialettologia e di etnografia Franco Lurà e il direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport Gabriele Gendotti.

Nella nuova struttura il visitatore accede a spazi più funzionali ed aperti, che rendono la visita più piacevole. L’aumento di superficie dell’intero complesso edificato è notevole: si passa dai 360 m2 della vecchia sede ai 680 m2 disponibili a Villa Carolina.

La filosofia che detta la nuova organizzazione degli spazi espositivi non è quella di cercare unicamente un ricollocamento degli elementi e dei contenuti della vecchia esposizione. Si tratta piuttosto di proporre un allestimento che si sviluppa facendo tesoro dell’esperienza accumulata in questi anni di attività. Lo scopo è di proporre ai visitatori una didattica originale applicata a temi interessanti.

Al piano terra si trovano una sala multimediale e una dedicata alle esposizioni temporanee, spazi polivalenti che possono essere affittati anche da enti o privati cittadini.

Nel grande ambiente al primo piano, una barca da pesca completamente attrezzata costituisce il centro visivo dell’esposizione, attorno al quale ruota il percorso tematico principale, dedicato ai pesci, al loro ambiente e alle tecniche di pesca tradizionali. Si prosegue poi in locali ricavati dalla parte vecchia dell’edificio, dove si parla di pesca sportiva, pesca a mosca e delle peschiere per le anguille sul fiume Tresa.

Completano l’offerta una ricca biblioteca specializzata e un gradevole ambiente di lettura. Alcune postazioni multimediali mettono a disposizione una selezione di materiali audio e video dedicati alla pesca.

Un’attenzione particolare è riservata ai giovani in età scolastica, ai quali viene proposto un apposito spazio didattico dove approfondire in modo sperimentale le conoscenze sull’ambiente ittico.

Rispetto alla vecchia sede, il nuovo percorso permette di migliorare l’aspetto naturalistico della pesca, offrendo di conseguenza una visione più completa. L’aumento di superficie permette inoltre di sviluppare meglio l’aspetto più affascinante e specifico del Museo della pesca di Caslano: la pesca con le reti. In linea con la vocazione etnografica del museo, questo tema ricorda come il lago, oggi percepito solo come supporto per le attività di svago, era in passato un importante mezzo di sostentamento e di trasporto per le comunità insubriche.

 


Villa Carolina

 

Le musée de la pêche est situé à Caslano, où il a été ouvert au public en 1993. L'exposition permanente, qui comprend plusieurs centaines d'objets, est aménagée dans six pièces sur deux étages. Dans le parc sont exposées trois barques de pêche anciennes équipées, deux provenant du Ceresio (lac de Lugano) et une du Verbano (lac de Locarno).

Pendant ses premières dix années d’activité, le musée n’as pas cessé de croître, devenant ainsi rapidement une composante importante de l’offre culturelle tessinoise. Les modifications de l’espace dédiée aux expositions ont été nombreuses. En particulier, les responsables ont essayé de rendre plus agréable la visite, en exploitant le plus possible les espaces disponibles. Le développement constant des activités du musée a permis d’atteindre le limite structurelle de l’immeuble actuel, empêchant ainsi le développement de ses activités.

Le déplacement du Musée de la pêche dans la Villa Carolina permet de résoudre les problèmes d’espace et de localisation qui se manifestent aujourd’hui. En effet, le nouvel emplacement permet une meilleure liaison avec les flux touristiques et les résidents du village de Caslano, permettant ainsi la création de nouvelles synergies à plusieurs niveaux. Le musée devient ainsi plus visible et accessible, permettant aussi de résoudre la contradiction d’un musée qui se trouve aujourd’hui privé de « son » lac.

Le but du dossier Villa Carolina (disponible en italien et en allemand, format PDF) et de présenter synthétiquement les principaux éléments du projet du nouveau musée de la pêche de Caslano. Il s’agit tout d’abord de décrire les principales caractéristiques du musée et de la Villa Carolina, pour ensuite aborder les questions économiques et de contenu du projet. La faisabilité du projet dépend en large partie des ressources financières qui seront mises à disposition, en évitant un endettement avec des instituts de crédit qui rendrait la gestion du musée très difficile.
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