Inaugurata a Caslano la nuova sede del Museo della pesca

Realizzata con un investimento di 2,3 milioni di franchi, la sede di Villa Carolina, sezione esterna del Museo del Malcantone, è stata ufficialmente aperta ieri alla presenza dal capo del DECS Gabriele Gendotti.

È in Ticino il più importante Museo della pesca a livello nazionale. Aperto a Caslano nel 1993, grazie al lavoro di Franco Chiesa (1921-1998) e alla collaborazione di Pietro Colombo e Piercarlo Parini ieri alla presenza del consigliere di Stato Gabriele Gendotti e del sindaco Emilio Taiana , ha riaperto i battenti nella nuova sede di Villa Carolina in via Meriggi. Sorta come sezione esterna del Museo del Malcantone, sostenuta dal Cantone, dall'Ente turistico regionale, dal Comune di Caslano e naturalmente da un folto gruppo di donatori e finanziatori, la struttura ha raggiunto un traguardo impensabile fino a pochi anni fa.

Durante la sua attività, il Museo della pesca, di cui è responsabile Maurizio Valente , si è sviluppato velocemente acquisendo nuovi preziosi materiali che hanno imposto la necessità di trovare spazi più consoni e soprattutto una nuova sede in un luogo strategicamente migliore. L'occasione si è profilata nel 2003 quando il Comune di Caslano, divenuto proprietario di Villa Carolina, ha espresso l'intenzione di voler cedere, a prezzo interessante, l'immobile per il nuovo Museo della pesca. Dal 2005 sono iniziate le procedure per il passaggio di proprietà, l'allestimento del progetto da parte dell'architetto Alfio Indemini , la ricerca dei finanziamenti e gli accordi con il Cantone per l'ottenimento di contributi. In quest'ultimo campo, si è rivelato decisivo il sostegno del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport. Notevoli le difficoltà incontrate, come hanno sottolineato il presidente dell'Associazione e il direttore del Museo del Malcantone, Gianrico Corti e Bernardino Croci Maspoli , soprattutto alla luce del fatto che il primo progetto contemplava un onere di 4 milioni di franchi, di cui 2,8 milioni per la ristrutturazione dell'immobile e 1,2 milioni per l'acquisto. Quest'ultimo passo è stato possibile grazie alla comprensione del Comune di Caslano, che ha rivenduto al Museo la villa al prezzo sborsato per l'acquisto, versando inoltre successivamente 100 mila franchi per la costituzione del capitale proprio ma decidendo di conservare il terreno a lago quale proprietà dell'ente pubblico. Un'opposizione al rilascio della licenza edilizia e un successivo ricorso al Consiglio di Stato hanno però rallentato l'operazione e i lavori sono iniziati solo nel 2009. L'intervento ha comportato una spesa complessiva sui 2,3 milioni (di cui 800 mila votati dal Gran Consiglio) con la realizzazione di un padiglione, ma limitando invece all'essenziale le migliorie all'interno costate 230 mila franchi interamente a carico del museo.

Fondato con l'intento di documentare le tradizioni e le tecniche legate al mondo della pesca, il museo vuole ora proporre nuovi e più ampi temi, come la cura del rapporto fra uomo e natura, la valorizzazione degli ambienti acquatici, lo studio delle tradizioni legate ai laghi insubrici e al loro sfruttamento. La nuova sede, oltre alla suggestiva vicinanza del lago, offre spazi funzionali e aperti, arredati con rinnovati criteri espositivi su progetto di Felix Burkard.

A piano terra, si trovano una sala multimediale e una dedicata alle esposizioni temporanee. Al primo piano, una barca da pesca attrezzata costituisce il centro visivo dell'esposizione, attorno al quale ruota il percorso tematico dedicato ai pesci, al loro ambiente e alle tecniche di pesca tradizionali. Nella parte vecchia dell'edificio si parla di pesca sportiva, pesca a mosca e delle peschiere sulla Tresa. Completano l'offerta una biblioteca, una sala di lettura e uno spazio didattico per i giovani dove approfondire in modo sperimentale le conoscenze sull'ambiente ittico.

CdT, 04.06.2010

 


Villa Carolina

 

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