La Federpesca ticinese garantisce i contributi per il completamento della riattazione

Proseguono alacremente i lavori per la ristrutturazione di Villa Carolina (o Villa Lucerna), lungo il sentiero del Monte Sassalto a Caslano, per ricavarne la nuova sede del Museo della pesca, in sostituzione della sede (troppo piccola e comunque priva di spazi appropriati per ospitare in maniera organica una moltitudine di attrezzi e documenti) in Via Campagna, aperta nel 1993 dal fondatore Franco Chiesa.

Per la verità, si sono persi molti mesi in procedimenti ricorsuali, comunque adesso il cantiere è in avanzata fase, tanto è vero che all’inizio di dicembre – come conferma Gianrico Corti, presidente del Museo del Malcantone – giungeranno a conclusione le opere edificatorie. Pertanto, già a partire da metà dicembre, Maurizio Valente (curatore del museo) e Bernardino Croci-Maspoli (conservatore del Museo del Malcantone) potranno coordinare l’intervento provvidenziale dei militi della Protezione civile, che garantiranno il trasloco di tutto il materiale dalla sede vecchia a quella nuova.

Si dovrà operare a tambur battente per l’allestimento delle sale espositive come pure dei vani a scopo didattico, considerando che la cerimonia inaugurale già è stata fissata per il 3 giugno 2010, con l’intervento – a nome del Cantone che a questo museo ha riconosciuto un sostanzioso contributo in considerazione dell’eccezionalità e della singolarità della rassegna – del presidente del Governo Gabriele Gendotti.

Qualche mese fa erano affiorate spiacevoli... sorprese dal profilo tecnico, in riferimento all’esigenza di installare un certo numero di putrelle per accrescere la stabilità del complesso. Il che ha avuto pesanti ricadute sui costi per l’intera operazione di ammodernamento di Villa Carolina, ponendo qualche grosso problema di natura finanziaria ai dirigenti del museo.

Nella non facile ricerca di fondi per coprire l’inatteso «buco» i dirigenti del museo non soltanto hanno trovato comprensione da parte dell’istituto bancario che finanzia l’operazione, ma hanno pure intavolato tutta una serie di contatti nell’intento di reperire aiuti.

In particolare, la Federazione ticinese di acquicoltura e pesca (FTAP) – grazie alla sensibilità del presidente Urs Luechinger e dei vari presidenti di società affiliate – si è adoperata per venire incontro ai bisogni di Villa Carolina: alcuni sodalizi già hanno versato un contributo e altri certamente, in occasione delle assemblee in programma a partire dalle prossime settimane, faranno altrettanto; da talune società è arrivata la promessa di un sostegno ricorrente per alcuni anni.

Gesti che fanno onore alla FTAP e all’Assoreti (la Federazione dei pescatori con reti) non solo nell’assicurare entrate indispensabili per concludere l’opera di ristrutturazione ed ampliamento dell’immobile di inizio Novecento sul lungolago di Caslano, ma anche per dare un futuro decoroso e moderno al Museo della pesca.

Sarà una rassegna importante dal profilo storico-culturale nel documentare e tramandare l’evoluzione e i protagonisti della pesca nel Canton Ticino lungo i secoli. Un punto di riferimento essenziale per chiunque pratichi la pesca e per tutti coloro che si occupano di storia e tradizioni del passato. Sarà la casa di tutti i pescatori, ma anche un punto di irradiazione dal profilo culturale nel proporre tematiche legate ai corpi d’acqua oltre che temi specifici del patrimonio ittico.

Raimondo Locatelli, CdT 07.10.2009

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