Meno trote all'amo, parliamone

Ridurre le catture per salvaguardare il futuro della pesca. La proposta votata dalla Spom stenta a fare presa

Da parecchi anni a questa parte, i pescatori, in Ticino, sono chiamati a fare i conti con una sensibile diminuzione delle prede. Le catture in fiumi, torrenti e laghetti alpino sono in costante calo. Le ragioni di questo stato di cose sono molteplici: deflussi minimi insufficienti, alvei devastati da eventi naturali (quando non artificiali, come gli spurghi dei bacini idroelettrici), inquinamento delle acque a più livelli, proliferazione incontrollata di specie di uccelli ittiofagi e, non da ultima, un'eccessiva pressione di pesca. Lo scorso mese di gennaio, a Caviglia-nò, in occasione dell'Assemblea della Società di pesca Onsernone e Melezza (Spom), l'ex presidente della stessa, Jean Claude Rosenberger ha messo sul tavolo una proposta di quelle destinate a far discutere. Per arginare la continua diminuzione generalizzata delle catture di pesci nei fiumi e nei la-ghetti alpini, in sintesi, Rosenberger ha suggerito di ridurre da 12 a 6 il numero di catture di trote e salmerini giornaliero. Una misura incisiva a corto termine, che dovrebbe permettere una miglior tutela dei potenziali riproduttori naturali nei corsi d'acqua, salvaguardando pure quella sana in-terpretazione della pesca intesa come "svago e passatempo" e non come sfida tra lenze o fonte di sussistenza.
L'idea di diminuire la pressione sull'ambiente rappresenta, a detta dell'interessato, anche un chiaro segnale di sensibilità dei pescatori stessi verso un problema tanto sentito, mettendoli in una posizione più responsabile.
«È giusto che anche noi si faccia un passo in questa direzione - commenta Efrem Lonni, attuale presidente della Spom - anche perché avere deflussi d'acqua maggiori sembra impossibile e cancellare del tutto gli uccelli ittiofagi (aironi e cormorani) risulta essere una battaglia persa in partenza. Noi non siamo in grado nemmeno di dimostrare che sono in esubero, non avendo a disposizione un censimento e uno studio che avvalori questa teoria. Inoltre gli ecologisti non sono sicuramente dalla nostra parte quando si parla di abbattere a scopo di contenimento dei volatili protetti. Loro ritengono che la natura limiterà da sola gli uccelli in esubero. I pescatori non possono quindi risolvere da soli questo problema. Salvare il nostro patrimonio ittico dopotutto è un dovere e, al momento, questa è l'unica possibilità di intervento diretto efficace».
L'Assemblea della Spom ha accettato, a maggioranza (e forse anche un po' a sorpresa, confessa Rosenberger) la proposta. A quel punto, essa è stata trasmessa alla Federazione ticinese per una valutazione. Per diversi mesi, però, dalle alte sfere cantonali non è giunta risposta alcuna in merito all'emendamento da, eventualmente, poi inserire nello specifico articolo del Regolamento cantonale (art.22 del Ralcp, paragrafo 3).
Un 'no' e tanti 'ma'...
«A settembre, in occasione di una prima riunione tra i comitati delle società di pesca - prosegue Lonni - benché la nostra proposta non fosse stata commentata e dibattuta, è stata messa ai voti e bocciata senza remore e, ancor meno, motivazioni valide». Il Comitato direttivo cantonale ha fatto altrettanto. I due, però, non demordono, nella convinzione che, come spiega Rosenberger «sono molti i pescatori che la pensano come noi. Lo provano le attestazioni di stima e sostegno giunteci da più parti. Invitiamo costoro a far sentire la propria voce in occasione delle assemblee sociali». Secondo Lonni e Rosenberger, le regole del gioco possono ancora essere cambiate. «Se vogliamo che questa nostra idea metta radice - insiste Rosenberger - è necessario creare i presupposti per un dialogo con le istanze mantello, aprendo allo scambio di vedute e alla discussione. Non ci devono essere ordini di scuderia calati dall'alto punto e basta. Non parliamo aprioristicamente di torto o ragione; chiediamo semplicemente di riflettere sull'idea. Altrimenti un giorno, a causa delle catture esasperate, ci troveremo senza pesci. E, a quel punto, avremo ucciso anche le nostre emozioni... »    D.L.

La Regione, 17.11.2008

Cerca nel sito

Orari e prezzi

Aperto da aprile a ottobre. Orario: martedi, giovedi e domenica, 14.00-17.00; luglio e agosto dalle 16.00-19.00
Maggiori dettagli

Sostieni il museo

Qualsiasi cifra è benvenuta, Grazie di cuore!



Musei etnografici

Free Joomla! template by L.THEME