Inaugurazione della nuova sede del Museo della Pesca a Caslano, Intervento di Gabriele Gendotti

Intervento di Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato e Direttore del DECS, Caslano, 3 giugno 2010

Stimato sindaco di Caslano Emilio Taiana,
cari presidente e conservatore del Museo del Malcantone Gianrico Corti e Bernardino Croci Maspoli,
caro direttore del Centro di dialettologia e di etnografia Franco Lurà,
gentili signore, egregi signori,
sono particolarmente lieto di essere stato invitato all’inaugurazione della nuova sede del Museo della Pesca di Caslano. Sono cioè soddisfatto nel vedere che il “Progetto Villa Carolina” è giunto in porto secondo programma, lottando abilmente per superare gli inevitabili scogli di ordine finanziario con i quali ogni progetto – volenti o nolenti – si deve confrontare.
Questo risultato positivo – è il caso di sottolinearlo – si deve essenzialmente al concorso di due componenti fondamentali: da una parte i promotori hanno dato prova di voler fare il passo secondo la gamba, ovvero hanno saputo ridimensionare l’impostazione iniziale, riducendo i costi preventivati; dall’altra il progetto ha beneficiato di un sostegno allargato che, in modi diversi, ha visto Comune, enti, associazioni e anche privati far convergere le forze per la sua realizzazione.
In questo contesto – mi sia concesso dirlo – anche il Cantone ha fatto la propria parte, unitamente al contributo supplementare e straordinario assicurato dal Fondo Lotteria intercantonale proprio per garantire una certa solidità finanziaria.
Tutto ciò ha consentito che si arrivasse alla giornata di oggi, all’inaugurazione festosa di un’infrastruttura che si propone di offrire al pubblico un ulteriore e concreto contributo alla salvaguardia e alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale legato alla pratica della pesca nel nostro Cantone.
Con l’acquisto e la sistemazione – direi particolarmente riuscita – di Villa Carolina, l’Associazione Museo del Malcantone può finalmente disporre di una sede di sua proprietà, ubicata in modo da ottimizzare la visibilità e dotata di spazi adeguati all’attività scientifica e amministrativa che viene svolta.
Il Museo della Pesca conferma e rilancia pertanto il proprio legame con il territorio non solo a livello locale o regionale, ma dell’intero Cantone. Un territorio che vede nei laghi e nei fiumi i suoi attori principali e che permette di riscoprire e ripercorrere la storia della pesca in Ticino, quando questa attività rappresentava un’entrata importante per la sopravvivenza di molte famiglie, fino a diventare un’attività professionale per pochi e un gradevole passatempo per molti.
Dietro a questa lodevole iniziativa orientata alla conservazione della memoria, c’è la storia del Ticino, della sua gente umile che ha sopportato sacrifici che oggi, nella società dei consumi, non sono nemmeno lontanamente immaginabili. È anche la storia di chi ha saputo sviluppare, con pochissimi mezzi a disposizione, un notevole ingegno nello strappare all’acqua le sue prede. Vi si ritrovano tutti i trucchi del mestiere, l’abilità nel tessere e posizionare le reti, le tecniche di pesca, la preparazione delle esche migliori, la creatività per riuscire a tornare a casa con un pescato sufficiente.
D’altra parte anche da noi valeva il vecchio adagio cinese secondo cui “meglio dare una canna da pesca e insegnare a pescare piuttosto che regalare pesce”.
Come direttore del Dipartimento dell’educazione, della cultura e dello sport penso anche all’importante funzione didattica che il Museo della Pesca assume per le scolaresche che vi fanno visita, dischiudendo ad allieve ed allievi i segreti di un mondo sommerso cui non sempre si presta la dovuta attenzione, come è appunto la straordinaria varietà della nostra fauna ittica
Così come non può essere sottaciuto il richiamo turistico che un Museo della Pesca può esercitare sugli ospiti in visita o di passaggio in Ticino, sulle rive del Ceresio. Anche questo è un biglietto da visita per presentare le peculiarità di un Cantone che ha molte ricchezze di cui parlare.
A chi pensa ai musei come luoghi polverosi ed inutili, a chi li misura unicamente in termini di visitatori, a chi li snobba per quanto conservano ed espongono, il Museo della Pesca di Caslano risponde con una prova di vitalità e modernità delle sue proposte che – ne sono certo – saprà suscitare l’interesse e la curiosità della popolazione.
I promotori di questa iniziativa possono quindi essere giustamente orgogliosi del lavoro svolto. Anche per questa ragione li ringrazio di cuore per l’entusiasmo e la passione che hanno investito in questa impresa. È un nostro preciso compito custodire la nostra memoria storica per poterla rendere accessibile a chi non la conosce, anche perché – lo sappiamo bene – il futuro si può progettare e costruire solo conoscendo il bene passato.
Vi ringrazio per l’attenzione.

Gabriele Gendotti, Consigliere di Stato
Direttore del Dipartimento dell'educazione, della cultura e dello sport
Repubblica e Cantone Ticino

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