La pesca con le reti

Gli Ordinamenti comaschi del 1375 riguardanti la pesca sul Lario e sul Ceresio contengono un dettagliato elenco delle reti usate a quell’epoca. A ciascuna di esse corrispondeva un dazio che il pescatore doveva versare all’appaltatore, il quale a sua volta certificava l’avvenuto pagamento apponendo alla rete un sigillo di piombo. Molti nomi sono facilmente riconducibili a reti ancora utilizzate o comunque conosciute, come per esempio bigezii, tremagio, oltana, bertarello.

Un rigido controllo sulla pesca permetteva di proteggere il pesce nei periodi riproduttivi e assicurare il rifornimento della città nei giorni di magro (Avvento, Quaresima, vigilie), quando la Chiesa vietava l’uso di carne e di grassi animali. In queste occasioni i villaggi rivieraschi erano tenuti a portare al mercato di Como determinate quantità e qualità di pesce.

Oggi come allora, le reti usate nei nostri laghi possono essere suddivise in quattro gruppi:

Reti volanti e da posta

Usate nella pesca al centro del lago (pelagica). Sono adatte per la cattura di trote, lavarelli, agoni e alborelle. In questo contesto citiamo in particolare la bedina, una grande rete che veniva chiusa a sacco, oggi vietata perché le sue dimensioni e le strette maglie catturavano tutto quanto veniva a trovarsi nel suo raggio d’azione.

Reti da fondo

Utilizzate per la pesca a riva (litorale), dai vari nomi e tipologie: oltana o voltana, perseghéra, antanell. Sono tipiche reti per la cattura di lucioperca, luccio, persico, gardon, tinca, carpa, luccio, cavedano e scardola.

Reti a mantello

Di cui la più tipica è il tramaglio (in dialetto tremacc o tremagín), ormai in disuso ed impiegate come rete da fondo, per ogni sorta di pesce ma specialmente alborella, persico, tinca, carpa e luccio.

Reti a sacco

Come la bighezza usata sul lago Maggiore, la botéra adoperata sul Ceresio, la guada per prendere in tempo di fregola gli agoni oppure le cheppie nei fiumi del Sopraceneri, il guadín per trarre in barca i pesci grossi presi con la tirlindana, il bertovello per prendere tinche, lucci, anguille, pesci persici ma anche trolli e alborelle.

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